Il ruolo del territorio e degli enti locali nel supporto all' innovazione della giustizia civile. L’esperienza bolognese del tavolo metropolitano per la giustizia

10 luglio 2014 - Andiamo a vedere insieme con la Prof.ssa Silvia Giannini, vicesindaco del Comune di Bologna, il percorso seguito dall’amministrazione comunale per l’attivazione dei Tavoli di lavoro per la Giustizia con gli uffici giudiziari del territorio

Bologna ha attivato ufficialmente, dall'ottobre 2011, diverse iniziative strategiche ed operative nell’ambito di una visione metropolitana del territorio. Sono stati istituiti dei Tavoli di lavoro con gli Uffici giudiziari ed alcuni rappresentanti delle professioni e del terzo settore, volti al miglioramento delle performance della giustizia.

Su quali temi vertono i Tavoli di lavoro per la Giustizia e che tipo di programmi specifici sono stati portati avanti?

Il percorso del piano strategico metropolitano (PSM) di Bologna  parte da molto lontano e ha cercato di coordinare tutte le forze, pubbliche e private, in un processo condiviso di definizione degli obiettivi strategici per lo sviluppo del territorio bolognese, individuando quattro differenti filoni a cui fanno capo oltre 66 progetti gestiti da altrettanti tavoli operativi.

In questo quadro più ampio, in cui tutta l’area metropolitana bolognese si è attivata negli ultimi tre anni, la Giustizia ha un peso ed un ruolo rilevante. In tal senso, sempre all’interno dei lavori per il PSM abbiamo cominciato nel 2011 un’attività di sensibilizzazione del territorio, degli Uffici giudiziari, e il Opens external link in new windowcoinvolgimento degli attori che poi hanno siglato, nel dicembre del 2012, il “Patto per la Giustizia Civile” della città di Bologna. I lavori del patto per la Giustizia si sono concentrati particolarmente sulle ricadute in termini socio-economici dei tempi e delle modalità di accesso alla giustizia civile, in tutti i suoi gradi e livelli. I Tavoli di lavoro che sono stati attivati nell’ambito del patto per la Giustizia perseguono tutti gli obiettivi comuni, individuati dai partecipanti al patto stesso: la semplificazione delle modalità di accesso ai dati degli Uffici giudiziari, la razionalizzazione dell’afflusso di utenza presso gli Uffici giudiziari e dei costi di gestione dell’attività degli attori coinvolti, una maggiore disponibilità di risorse qualificate, la riduzione dei tempi complessivi delle procedure . Sulla base di questi sono già stati attivati sei tavoli di lavoro dedicati ad aspetti particolari della giustizia civile: il tavolo sull’Amministrazione di sostegno (AdS), il tavolo per la telematizzazione del Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), il tavolo sugli sportelli URP e di orientamento, il tavolo sulla comunicazione esterna e l’attivazione dei siti web istituzionali per gli Uffici ancora sforniti, il tavolo sui tirocini e stage, ed infine è in fase di attivazione il tavolo di lavoro sulle procedure per i minorenni.

Il vostro intento è stato da subito quello di essere molto operativi e di raggiungere risultati concreti e tangibili. Ci può illustrare i principali?

Il Comune di Bologna, già precedentemente al patto per la Giustizia aveva attivato e portato e termine diversi progetti in collaborazione con gli Uffici giudiziari del territorio: basti citare, ad esempio, il progetto finalizzato all’integrazione dei profughi nigeriani fatto in passato con il Tribunale Ordinario di Bologna, che ha fornito un’opportunità di integrazione e lavoro a soggetti - che a causa delle problematiche politiche del proprio Paese - si trovavano in Italia in una situazione di forte disagio sociale. Relativamente ai risultati già ottenuti dal patto per la Giustizia, pur segnalando che le attività operative della maggior parte dei tavoli sono partite nella seconda metà del 2013, cito velocemente: il tavolo per l’AdS che ha permesso l’istituzione dell’albo provinciale per gli amministratori di sostegno volontari e la programmazione del corso per gli stessi amministratori. Un altro progetto importante e innovativo -già in fase di implementazione - riguarda la telematizzazione delle comunicazioni tra Comune e Tribunale a seguito di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Grazie ad un bando pubblico non oneroso è stato possibile selezionare uno sponsor quale partner per la creazione dei siti web istituzionali del Tribunale Ordinario e del Tribunale per i Minorenni di Bologna oltre che dello sviluppo del collegamento telematico per il TSO, prima citato. Il coinvolgimento del territorio e degli Ordini professionali interessati ha permesso anche la collaborazione tra il Comune e l’Avvocatura per il servizio gratuito di consulenza al cittadino, fornito dall’Ordine degli Avvocati e ospitato a Palazzo D’Accursio (ndr. Sede del Comune di Bologna). Infine ci tengo a segnalare anche il contributo della Camera di Commercio di Bologna che in questi giorni ha deciso di supportare lo sviluppo del processo telematico.

In un momento di crisi e di compressione delle risorse pubbliche quale quello attuale è più che mai importante non disperdere energie. Come avete affrontato la problematica di stage e tirocini, per la quale è stato attivato un apposito Tavolo di lavoro?

Ci sono già molte collaborazioni con enti e istituti di formazione, ricerca e professionali, come le convenzioni siglate da tempo con la Facoltà di giurisprudenza dell’Università Alma Mater di Bologna e l'ordine dei commercialisti. Il tavolo di lavoro su tirocini e stage vuole mettere in rete tutte le iniziative in campo, pregresse e future, finora non coordinate. In questo modo è possibile razionalizzare le risorse a disposizione, condividere gli obiettivi e rendere coerente a questi tutti i progetti di attivazione dei tirocini negli Uffici giudiziari. Inizialmente il tavolo aveva anche l'ambizione di poter utilizzare le previsioni in materia contenute nel "decreto del fare”, per utilizzare giovani praticanti avvocati in un’esperienza, formativa per loro e positiva per l’organizzazione degli Uffici giudiziari, di stage presso le cancellerie, in sostituzione di parte degli anni previsti per il praticantato. Purtroppo la norma non prevede finanziamenti e neanche altri benefit per chi partecipa, pertanto insieme alla Regione e agli altri attori del tavolo stiamo cercando forme di finanziamento per garantire ai tirocinanti l’equo rimborso previsto dalle norme.

Una delle sfide future che attende il Comune di Bologna e le altre istituzioni coinvolte è quella di digitalizzare il processo del TSO. Che azioni operative avete già intrapreso e/o pensate di intraprendere e che termini vi siete posti per rendere concreto questo obiettivo?

Il tavolo di lavoro sul TSO telematico è già partito con i lavori. Attualmente è stata già fatta una prima analisi dei flussi di lavoro e dei pre-requisiti per implementare il collegamento telematico e lo scambio di comunicazioni e documenti tra i sistemi informativi del Comune e del Tribunale. Sempre nell’ottica dello sviluppo di nuove funzioni del processo telematico, soprattutto orientate a quelle procedure a grande valenza sociale che investono maggiormente fasce disagiate di popolazione, stiamo cercando di trovare le forze per telematizzare anche altre tipologie di procedure. Penso ad esempio all’Amministrazione di Sostegno, che attualmente impone agli amministratori di sostegno di tutto il territorio metropolitano, che volontariamente e gratuitamente prestano il proprio servizio a soggetti deboli, di recarsi fisicamente in Tribunale, nel capoluogo, per depositare qualunque documento o richiesta al giudice tutelare.

Fondamentale per la democrazia e per l'economia di questo Paese è l'avvio di una riforma al Sistema giudiziario. Alcuni passi in avanti sono stati compiuti dal Comune di Bologna, concentrandosi, tra gli altri, sull'aspetto dell'interazione tra attori e servizi che interagiscono a diverso livello su differenti problematiche che interessano il mondo Giustizia. Nello specifico, si sta inaugurando l'apertura dello sportello di consulenza al cittadino da parte dell’Avvocatura. Ci può raccontare com'è nata l'idea di avviare una collaborazione con l'Ordine degli avvocati e cosa vi proponete di fare?

Il dialogo, il confronto e l’apertura verso gli Ordini professionali del territorio e tutti gli organi di rappresentanza del mondo professionale in generale, è sempre stato uno stile di lavoro per l'amministrazione a Bologna. La nuova riforma della professione forense prevede l’apertura di uno sportello per la consulenza gratuita ai cittadini da parte di ogni Ordine degli avvocati. Alla luce di questa previsione di legge, e nell’ambito degli obiettivi di coordinamento e creazione di sinergie positive per la Giustizia civile, il Comune è stato ben contento di collaborare con l’Avvocatura e accettare la proposta di allestire il primo sportello fisico, ancora in fase sperimentale, presso la sede storica del Comune di Palazzo D’Accursio, in Piazza Maggiore , uno dei luoghi più noti e frequentati, cercando di lanciare anche un segnale di apertura e massima vicinanza della Giustizia ai cittadini

Per concludere: il Suo Comune fa da coordinatore di un progetto di innovazione che riguarda la giustizia. Questo è una novità. Perché è utile che gli enti locali si attivino in tal senso e quali vantaggi ci sono?

Prima di tutto è un interesse centrale di un'amministrazione locale quello di garantire che la Giustizia funzioni sul territorio. Perché il corretto funzionamento del sistema giudiziario è un elemento di base, non solo per la difesa dei diritti del cittadino, ma anche per assicurare il funzionamento dei mercati e del sistema economico. Anche se la funzione è ovviamente una funzione statale, comunque un ente locale non può esimersi, nei limiti delle proprie competenze, prerogative e possibilità, da fornire il proprio supporto e la propria presenza attiva a tutte quelle iniziative volte a migliorare la vita dei cittadini e le condizioni di vita, sociali ed economiche. Siano esse legate al miglioramento della Giustizia o ad altre grandi tematiche rilevanti per la vita della persona e il funzionamento complessivo del sistema Paese. Noi, nel nostro piccolo, stiamo cercando di portare avanti questa idea di politica locale, da oggi aggiungendo anche la nuova sfida di pensare non più in un’ottica esclusivamente comunale, ma in termini di territorio metropolitano.

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Ultimo aggiornamento:  11/10/2017

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