La diffusione di Best Practices nella Regione Sardegna: intervista a Giuseppe Simone

18 marzo 2015 - Abbiamo intervistato il referente operativo del Progetto Best practices della Regione Sardegna Giuseppe Simone, funzionario del servizio della governance della formazione professionale, per un contributo sul ruolo e l'impegno complessivo della Regione Sardegna nel Progetto, sugli obiettivi specifici della Regione, sulle eventuali criticità riscontrate, sul modello di governance del Progetto e sulle prospettive future

La Regione Sardegna ha partecipato al Progetto interregionale transnazionale "Diffusione di Best Practices presso gli Uffici giudiziari italiani" (DBP) supportando con attività di assistenza undici Uffici Giudiziari. Le attività inerenti gli 82 progetti operativi realizzati negli Uffici Giudiziari sono in fase di conclusione.

Quale è stato il principale motivo di adesione della Regione Sardegna al Protocollo d’Intesa fra Ministero della Giustizia, Funzione Pubblica e Regioni per la realizzazione del Progetto transnazionale interregionale “Diffusione di best practices presso gli Uffici giudiziari italiani” (DBP) e quali i principali obiettivi?

La Regione Sardegna ha aderito al Protocollo d’Intesa per la realizzazione del Progetto DBP con l’obiettivo di rispondere alle richieste di risorse (economiche, umane, logistiche) provenienti dagli uffici giudiziari del territorio che si trovano ad affrontare una situazione di emergenza strutturale.

L’Assessorato del Lavoro e Formazione Professionale, - che tra i propri ruoli istituzionali ha quello di contribuire al miglioramento dell’economia regionale attraverso interventi rivolti ai contesti lavorativi del territorio - consapevole del ruolo centrale che hanno gli Uffici giudiziari nello sviluppo dell’economia, ha valutato positivamente l’opportunità di partecipare al Progetto, realizzando due gare denominate dalla Regione “Dike” e “Astrea”.

Quale è stato il modello di governance del Progetto DBP adottato dalla Regione Sardegna?

Nell’ambito del Progetto DBP è  stato adottato un modello di governance incentrato sulla costituzione di una Cabina di Regia (CdR) composta da rappresentanti dei singoli UU.GG, funzionari regionali e consulenti. La CdR ha avuto funzioni di indirizzo, di coordinamento e di controllo delle attività progettuali.

A partire dal servizio “Astrea” è stata individuata la figura del “Responsabile dell’Esecuzione del Servizio”, che ha seguito i lavori e partecipato ai principali momenti di raccordo tra i diversi attori interessati.

Come sono stati i rapporti con il Dipartimento della Funzione Pubblica e con il Ministero della Giustizia in fase di realizzazione del Progetto DBP?

Oltre alla partecipazione alle riunioni organizzate dal Comitato di pilotaggio delle regioni e dall’Ente Capofila (Provincia Autonoma di Bolzano) con il  Ministero della Giustizia e con il Dipartimento della Funzione Pubblica. Con quest’ultimo in particolar modo si è instaurato un rapporto di tipo più operativo per la gestione delle diverse fasi del Progetto.

Relativamente ai principali obiettivi che hanno determinato la partecipazione della Regione Sardegna al Progetto DBP, quali risultati è possibile rilevare a conclusione del Progetto?

È stata riscontrata una notevole soddisfazione da parte di tutti gli Uffici Giudiziari coinvolti in entrambe le gare.  Per fare un esempio concreto, si riporta un dato di assoluto rilievo: l’incremento della produttività della Cancelleria del Settore Penale del Tribunale di Cagliari, che, a seguito di una nuova organizzazione scaturita dal Progetto, ha ottenuto un incremento di produttività prossimo al 100%

Quali criticità permangono e si dovrebbero affrontare prioritariamente?

Le criticità che permango sono connesse particolarmente al tema del sotto-dimensionamento degli organici. Gli uffici sono, infatti, periodicamente impegnati nella ricerca del miglior assetto in considerazione delle risorse umane disponibili. Su questo problema si è lavorato per ottimizzare i risultati nonostante le carenze ma resta anche il nodo critico dell’organizzazione  , non essendo ancora stato superato il blocco del turnover.

In prospettiva, ritiene che l’esperienza di supporto regionale al sistema della giustizia possa essere replicato? Se si, rispetto all’esperienza di Best Practices quali cambiamenti si dovrebbero attuare?

Si ritiene senz’altro auspicabile il prosieguo dell’esperienza realizzata con il Progetto DBP, soprattutto per i rapporti istituzionali che si sono generati nel corso dell’esecuzione dei progetti e dello scambio di esperienze tra Regione e Uffici Giudiziari. Questi ultimi infatti, al pari della Regione, sono integrati fortemente nel tessuto sociale ed economico del territorio, e sarebbe opportuno che continuasse il proficuo dialogo instaurato.

A seguito dell’esperienza del Progetto DBP è emerso un maggior interesse degli Uffici verso alcune linee di azione, con particolare riferimento alla Linea 1 orientata all’analisi e  riorganizzazione degli Uffici, al fine di migliorarne l’efficienza operativa e l’efficacia delle prestazioni sia verso gli utenti interni che  esterni e stakeholders. D’altra parte si è riscontrato un minore interesse verso la Linea 4 - “Accompagnamento alla certificazione di Qualità ISO 9001:2000 e relativa formazione” - giudicata dalla maggior parte degli uffici come azione di secondaria importanza, almeno in riferimento allo status quo. Da queste considerazioni si deduce che sarebbe opportuno concentrare gli sforzi progettuali in un minor numero di linee.

Per saperne di più consulta i seguenti link

Progetti operativi realizzati dagli Uffici Giudiziari della Regione Sardegna
Esperienze e buone pratiche degli Uffici Giudiziari della Regione Sardegna
Banca dati RisorsePerLaGiustizia.it
Sito web della Regione Sardegna

Ultimo aggiornamento:  12/06/2017

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