La diffusione di Best Practices nella Regione Marche: intervista a Marco Morena

13 gennaio 2015 - La Regione Marche ha partecipato al Progetto interregionale transnazionale "Diffusione di Best Practices presso gli Uffici giudiziari italiani" attivando tre Uffici Giudiziari: la Corte di Appello di Ancona, il Tribunale di Ancona e la Procura della Repubblica di Macerata.

Le attività inerenti i 17 progetti operativi realizzati nei tre Uffici Giudiziari si sono tutte concluse. Abbiamo intervistato il Referente dei progetti FSE a gestione diretta dell’Autorità di Gestione, dott. Marco Morena per un contributo sul ruolo e l'impegno complessivo della Regione Marche nel Progetto, sugli obiettivi specifici della Regione, sulle eventuali criticità riscontrate, sul modello di governance del Progetto e sulle prospettive future.

Quale è stato il principale motivo di adesione della Regione Marche al Protocollo d’intesa fra Ministero della giustizia, Funzione Pubblica e Regioni per la realizzazione del Progetto transnazionale interregionale “Diffusione di best practices presso gli Uffici giudiziari italiani” (DBP)?

Il funzionamento dell’apparato di norme e procedure avviene attraverso organizzazioni specifiche composte da persone concrete: dietro ogni istituzione operano dunque culture, vincoli e risorse oggettivi e soggettivi, saperi, tradizioni che non sono semplicemente riconducibili agli aspetti codificati nei codici. Si tratta della componente organizzativa di ogni istituzione: un “sistema sociale” la cui descrizione e comprensione rappresenta indiscutibilmente una precondizione indispensabile per il cambiamento e il miglioramento dei servizi erogati e dell’intero settore giustizia. È proprio in quest’ottica che la Regione Marche ha inteso aderire al Progetto, con lo scopo prioritario di riuscire a migliorare il servizio pubblico reso ai cittadini e il rapporto fra questi e le Istituzioni dello Stato.

Dal punto di vista operativo, sono state realizzate due gare: la prima per un importo netto di aggiudicazione pari a € 198.000,00 (iva escl.); la seconda per un importo netto di aggiudicazione pari a € 89.100,00 (iva escl.), per un impegno economico totale di € 348.981,28 iva compresa. Complessivamente sono stati coinvolti tre uffici: Procura della Repubblica di Macerata e Corte di Appello di Ancona con la prima gara e Tribunale di Ancona con la seconda.

La partecipazione al progetto interregionale e l’intervento sono stati dapprima concertati a livello regionale nell’ambito del partenariato socio-economico e istituzionale. Durante lo svolgimento vi è stato un continuo confronto tra l’AdG Fse, il RTI realizzatore del progetto e le direzioni dei tre Uffici Giudiziari coinvolti.

 

Come sono stati i rapporti con il Dipartimento della Funzione Pubblica e con il Ministero della Giustizia in fase di realizzazione del Progetto DBP?

Ottimi e improntati sulla massima collaborazione. Nell’ambito del Comitato di Pilotaggio delle Regioni ci siamo incontrati in più di un’occasione acquisendo dati ed informazioni sui risultati che si stavano delineando negli interventi realizzati presso le altre regioni.

 

Relativamente ai principali obiettivi che hanno determinato la partecipazione della Regione Marche al Progetto DBP, quali risultati è possibile rilevare a conclusione del Progetto?

Possiamo affermare che si sono raggiunti ottimi risultati presso tutti e tre gli Uffici Giudiziari, specificamente per quanto riguarda lo snellimento delle procedure interne attraverso la riorganizzazione degli Uffici con uniformità di modulistica e operatività. Un cenno particolare merita il Tribunale di Ancona che ha utilizzato il Progetto DBP anche per gestire l’accorpamento degli Uffici Giudiziari, a seguito della riforma della geografia Giudiziaria entrata in vigore da settembre 2013, che ha visto, appunto, l’accorpamento delle quattro sezioni distaccate.

 

Quali criticità permangono e si dovrebbero affrontare prioritariamente?

Le criticità tuttora esistenti sono quelle comuni a tutti gli Uffici Giudiziari italiani, superabili con una riforma della Giustizia che metta in condizioni di operatività ottimale tutti gli addetti ai lavori (Giudici, Avvocati e personale) onde poter svolgere ognuno le proprie mansioni in un contesto organizzativo e operativo all’altezza dei tempi, delle necessità e delle richieste dei cittadini.

 

In prospettiva, ritenete che l’esperienza di supporto regionale al sistema della giustizia possa essere replicato? Se sì, rispetto all’esperienza di Best Practices quali cambiamenti si dovrebbero attuare?

In ogni caso l’esperienza potrebbe essere replicata lasciando però la possibilità al Ministero della Giustizia, e quindi agli Uffici interessati, di gestire direttamente i fondi all’uopo destinati dalla Comunità Europea, per una progettazione più mirata e puntuale, rispetto alle esigenze reali e prioritarie di ogni singolo Ufficio Giudiziario.

 Per saperne di più consulta i seguenti link

Opens external link in new windowProgetti operativi realizzati dagli Uffici Giudiziari della Regione Marche

Opens external link in new windowEsperienze e buone pratiche degli Uffici Giudiziari della Regione Marche

Opens external link in new windowBanca dati RisorsePerLaGiustizia.it

Opens external link in new windowSito web della Regione Marche

Ultimo aggiornamento:  23/02/2018

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