Comunicazione pubblica usabile

Usabilit� per la comunicazione pubblica - Orientarsi nella progettazione e nella valutazione dei siti web istituzionali

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Il caso italiano

L'interazione e l'approccio sinergico tra usabilit� ed accessibilit� � ben evidente fin dalle prime sistematizzazioni normative italiane.

La circolare della Funzione Pubblica n. 3, del 2001, "Linee guida per l'organizzazione, l'usabilit� e l'accessibilit� delle pubbliche amministrazioni", considera le due problematiche in maniera integrata, ponendole sullo stesso piano.

Il punto pi� interessante in questo senso � il raccordo esplicito che, nella circolare, viene fatto tra usabilit� web e fruibilit� dell'informazione; tale aspetto � stato ripreso anche nella pi� recente "Metodologia per la valutazione della accessibilit� e dell'usabilit� dei siti pubblici da parte della categorie svantaggiate"

La circolare AIPA del 2001,  che � specificamente indirizzata a individuare "criteri e strumenti per migliorare l'accessibilit� dei siti web", ribadisce di nuovo, nella trattazione operativa, la sinergia tra i due concetti. Infatti, da un lato, collega il concetto di usabilit� alla comprensibilit� (semantica ed organizzativa) della struttura del sito; dall'altro, vincola l'accessibilit� a parametri pi� tecnici. I due approcci appaiono cos� complementari e raccolti in un percorso comune, in cui metodologie diverse confluiscono in un modello unico, finalizzato al miglioramento dell'interazione tra il cittadino (non solo disabile) e il Web.

La complementariet� tra i due approcci � riscontrabile anche nel Regolamento di attuazione della legge Stanca, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri nel febbraio 2005. Il Regolamento, nello stabilire i criteri e i principi operativi e organizzativi generali per l'accessibilit�, individua due filoni. Da un lato, "l'accessibilit� al contenuto del servizio"; dall'altro, "la fruibilit� delle informazioni offerte".  Il concetto di fruibilit�, come si evince dalla definizione riportata nello stesso regolamento, richiamando gli aspetti di facilit� e semplicit� d'uso, efficienza, efficacia e soddisfazione, pu� essere letto in sostanziale affinit� con quello di usabilit�, la cui definizione, secondo la norma ISO, � molto simile.

La disputa sull'accessibilit� come prerequisito dell'usabilit� (o viceversa) viene meno in quanto il fuoco si sposta sull'analisi della "qualit� della comunicazione web". Tale modello implica di tenere conto "della esistenza di diverse tipologie di utenti, tra cui quindi quelli con disabilit�" e "delle esigenze reali degli utenti, anche disabili, in relazione al contesto d'uso" [nota 17].

Anche nel Codice dell’Amministrazione digitale, pubblicato nel maggio 2005, i concetti di “accessibilita’” e “usabilita’” sono proposti in maniera integrata, come aspetti sinergici da considerare nella progettazione e realizzazione di siti istituzionali.

L'Articolo 53 parla infatti di “accessibilit�”, ma anche di “elevata usabilit� e reperibilit�, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilit�, semplicit� di consultazione, qualit�, omogeneit� ed interoperabilit�”.